Con grande gioia vi condividiamo il progetto che la squadra FLL Explore “Falconkids 3.0”, del nostro
Istituto, ha realizzato in vista della competizione regionale di robotica e scienza First Lego League 2025
che si terrà a Palermo il prossimo 5 aprile. La squadra, composta da 12 alunni delle classi quarte e quinte
della scuola primaria, ha partecipato agli incontri programmati in cui ha svolto varie attività di robotica
educativa applicata alle costruzioni Lego e legata al tema dell’anno “Submerged”, dedicato ai fondali
marini.
Dopo un primo momento, in cui i ragazzi hanno familiarizzato con la costruzione di modelli da
robotizzare, il gruppo si è dedicato al progetto scientifico, allo scopo di proteggere e salvaguardare
l’ambiente marino dall’azione irrispettosa dell’uomo.
Nel tentativo di dare una base scientifica alle idee innovative e a forte impatto sostenibile dei nostri
giovani esploratori, in seguito alla loro fantasiosa idea di realizzare un “depuratore del mare”, abbiamo
avviato una ricerca sul web per indagare sull’esistenza di presunti batteri in grado di digerire il materiale
plastico.
La nostra ricerca ci ha portati a sapere che sin dal 1975 una squadra di scienziati giapponesi aveva
scoperto un ceppo di Flavobacterium capace di digerire alcuni sottoprodotti di nylon 6. Successivamente
altri studiosi hanno condotto esperimenti su altre specie di batteri che avevano la capacità di abbattere i
sottoprodotti di nylon. In seguito è stato dimostrato in laboratorio che un batterio del ceppo
Rhodococcus è capace di vivere in ambienti ricchi di materiale plastico, cibandosi di questo e liberando
CO2.
E’ da questa ultima lettura che i ragazzi, con l’aiuto del docente, hanno preso ispirazione per sostenere
che, se esistono batteri con queste potenzialità, sarebbe possibile realizzare dei grandi filtri da collocare
in mare per eliminare il problema dell’inquinamento, aumentando quindi la possibilità delle piante
marine di effettuare fotosintesi clorofilliana e riequilibrare i cicli vitali.
Gli alunni hanno inventato un racconto ambientato in un fondale marino in cui è presente la BASE
“FALCON K 3.0”: un centro di assistenza per gli animali provvisto di un particolare depuratore. Durante
un’immersione due sommozzatori, appassionati di fotografia subacquea, liberano la tartaruga Tarty
rimasta intrappolata da un sacchetto di plastica. Poi, accorgendosi che è ferita, l’accompagnano
all’ambulanza marina dove il biologo del mare cura gli animali feriti. Nel frattempo una corrente di
acqua sporca, piena di plastica, bottiglie, reti da pesca e mucillagini, si dirige rapidamente verso i due
sommozzatori che rischiano di essere risucchiati da quel vortice. Subito il depuratore aspira l’acqua
sporca, i rifiuti vengono raccolti in un vasca provvista di speciali filtri ricchi di BATTERI MANGIA PLASTICA
chiamati RHODOCOCCUS RUBER che sono in grado di digerire la plastica, trasformandola in CO2
(anidride carbonica), utile alle piante marine per fare la fotosintesi e arricchire l’acqua di ossigeno. In
poco tempo il mare ritorna pulito e trasparente, i pesci nuotano gioiosamente, tutti si possono tuffare
felici ed esplorare il mare.
Per raccontare l’esperienza vissuta, i ragazzi hanno realizzato un poster 3D dal titolo “IL nostro MARE da
AMARE” che racchiude una rappresentazione dell’ecosistema di un fondale marino; esso è stato
costruito riciclando materiale di recupero allo scopo di sottolineare il rispetto e la tutela per l’ambiente.
L’intera attività didattica ha stimolato i ragazzi al problem solving, alla sperimentazione, alla
condivisione delle proprie idee, al rispetto reciproco e al lavoro di gruppo. Essi hanno sperimentato il
valore dei core values (scoperta, inclusione, innovazione, lavoro di squadra, impatto, divertimento)
come elementi fondamentali per apprendere e lavorare bene insieme; mettendo in campo le particolari
potenzialità di ognuno a vantaggio di tutta la squadra, le diversità di ciascuno sono state fonte di
ricchezza per tutti.
Carichi di emozione 6 giovani esploratori, in rappresentanza di tutta la squadra, con il supporto dei
coach, si preparano ad affrontare la competizione che li attende in cui condivideranno le loro idee con
gli altri partecipanti ed esporranno alla giuria l’elaborazione del progetto con il vivo desiderio che nel
prossimo futuro si possa assistere alla creazione di prototipi simili, utili per la custodia del nostro MARE.
La partecipazione di Falconkids 3.0 alla First Lego League è l’espressione dell’attenzione che il nostro
Istituto pone nel promuovere l’approccio logico-scientifico in relazione agli strumenti e applicativi di
programmazione robotica.
Siamo ansiosi di scoprire i frutti di questa entusiasmante esperienza che i nostri ragazzi si apprestano a
vivere. Noi tutti faremo il tifo per loro con la certezza che …continueranno a divertirsi!